troppobuono

My guestmap
| | Torna su

giovedì, 25 novembre 2004
 

La cena di laurea - 24/11/04

Cena rustica all'insegna della tradizione. Simpaticissimo il titolare (certo Gigi). Pietanze squisite e ben cotte. Igiene: ok. Ambiente familiare (il posto è pieno di camionisti pugliesi e slavi ma niente di malfamato). In parole povere: un'osteria che non scade mai in bettola.

Antipasti rustici misti
(melanzane grigliate, fagioli cannellini all'aceto, peperoni macerati, bruschette al pomodoro, fagioli con le cotiche)
Risotto al tartufo (e funghi porcini?)
Rigatoni all'amatriciana
Arrosto misto (salsicce di maiale, spuntature di manzo e costatine d'agnello)
Contorno: insaltina fresca dell'orto - patatine al forno
---
Vino bianco della casa
Spumante della casa
Spumante brut Ferrari
Grappa della casa

Ristorante - Albergo
da "Bottaccio"
via G. Luzi, 32 B - Vermicino - Frascati (Roma)
tel. 06.9408173 - 06.9408663
(se ci passate dite che siete amici del neo-ingegnere o di Franz il montanaro)

P.S.: ovviamente "Auguri, Savi'!"















postato da smeerch alle ore 17:15 | permalink | commenti (7)

mercoledì, 24 novembre 2004
 
Una breve carrellata degli assaggi piu' interessanti fatti in occasione del mio recente soggiorno londinese...


purtroppo non ho foto della serata a casa di federilli, decisamente notevole, ma forse l'esperienza piu' interessante e' stata quella di Oriental City

Oriental city

dove ci siamo dati alla pazza gioia assaggiando di tutto e di piu' dai "fast food" con tutte le migliori specialita' asiatiche:



Oriental City: il lunch

delle ottime ali di pollo ripiene (credo Cina), polpette fritte di gamberi su stecco di canna da zucchero (Corea), roti (una specie di crepe) con curry (mmm..Vietnam?), california rolls sushi (Jap!), chicken satay /spiedini di pollo con salsa alle noccioline), pork buns (delle specie di paste cresciute fatte credo con farina di riso, leggerissime, ripiene di carne di maiale...forse coreane anche queste..), dumplings di maiale da bucare e inondare di salsa di soia o aceto di riso.


Oriental City: pork dumplings


Da bere, cocktail thai a base di lychee per noi, e frullati a base di cocco e fagioli azuki (!) per loro, tutto a un prezzo davvero modico (avevamo stanziato 40 pounds per il tutto, e sono rimasti circa 5-6 pounds).

Peter, gentilissimo, mi compra anche un panino ripieno di anko, tradizionale preparazione giapponese a base di castagne, zucchero e fagioli azuki, citata da Hatsumono qualche post piu' giu'...



anko.... yuuummmm!

ero troppo curiosa, e cosi' l'ho addentato aspettando l'aereo, domenica... devo dire, che il sapore non e' male, pero' diciamo che due morsi mi sono bastati!

meno male che la mattina mi ero concessa una ricca colazione/brunch, a base di un godurioso cinnamon toast con bacon...


brunch: cinnamon toast bacon
































postato da elianto alle ore 23:44 | permalink | commenti (5)
 

Il martedi', ormai , e' il giorno consacrato all'Imperatore.
Ormai rinucniato definitivamente al mio corso di Pilates, ieri, erano in previsione dieta e shopping pre-natalizio da Ikea. Invece, verso le 18 l'Imperatore mi chiama e mi pone il seguente quesito:
"ti andrebbe di andare a cena al Pagliaccio?".
Facile intuire la mia risposta. Cosi', alle 21,40, in colpevole ritardo, varco a breve distanza dalla mia ultima visita l'ingresso del mio ristorante romano preferito, questa volta finalmente in compagnia dell'Imperatore, che ha tra l'altro appena fondato l'ordine dei Cavalieri di Marta, in onore naturalmente di MartaSuiCubi.
Ci accomodiamo nella sala fumatori, naturalmente, e cominciamo la cena, che questa volta descrivero' brevemente.
Il benvenuto dello chef sono dei maltagliati con fagioli e baccala' e spolverata di pecorino.
Poi si comincia a fare sul serio: io ordino il bocconcino di coda di rospo su purea affumicato e anguilla, con spiedino di palombo, pancetta e salsa di olive: buonissimo...una nuvola di patate, arricchita dal gusto deciso ma morbido dell'affumicato... che si lega all'anguilla disegnando una sorta di fil rouge del piatto; ottimo anche il palombo che si sposa incredibilmente bene con la pancetta.
Questo per qualcuno puo' voler dire "cucina barocca"; per me, cucina barocca ( e li si, anche kitch) e' quella di Bracali, che mischia sapori colori e consistenze sensa senso...
qui, c'e' la ricerca dell'equilibrio perfetto, appunto, del filo rosso capace di far compiere al palato un viaggio tra i sapori - anche lontani - che permette poi un atterraggio quanto mai felice in vista della prossima partenza.
Certo, a volte il gioco puo' riuscire a volte meno, ma io non parlerei di Barocchismo.
L'Imperatore ordina, con soddisfazione, il trancio di baccala' fritto con carciofi, verdure di stagione (tagliate grandi e croccanti, all'inglese) e lemon zest, che lo chef usa spesso e volentieri e che aggiungono quasi sempre un gusto intrigante e fresco al piatto.
L'imperatore prosegue con i tonnarelli al sugo di spuntature di maiale e polpettine, un piatto gustoso ma piu' "tradizionale".
Proseguiamo con il trancio di orata (un filino troppo cotto) con polenta fritta con cipolla caramellata e salsa d'uva, per me, e uno stupendo piccione al pepe con pera cotta, mollica di pane e ribollita per l'Imperatore.
Io assaggio, e mi riconcilio con il pennuto... ok, ok, lo riassaggero' anche al Tordo.
In onore al piccione, abbandona anche il fantastico vino di Terlano (Nova Domus), grasso e corposo, che ha accompagnato egregiamente tutti i piatti fino aquel momento, per un calice di un ottimo rosso francese, davvero particolare, di cui non ricordo il nome.
L'imperatore e' felice, come me del resto, e assaggia anche uno dei mitici dessert di Marion: il semifreddo di castagne, salsa di cachi e crema di nocciole. Fantastico!
Terminata la cena, ci intratteniamo nel salottino con lo chef e Marion per una piacevole ed istruttiva chiacchierata su cibo, ristorazione e casi della vita...

















postato da elianto alle ore 23:01 | permalink | commenti

giovedì, 18 novembre 2004
 

CI SON TRE GAMBERETTI...

Lunedi sera, alla Città del gusto, la cena con i piatti delle osterie che hanno vinto i Tre Gamberi nella guida 2005.

Dovevo andare con MartaSuiCubi ma poi i cubi hanno fatto i capricci, e al suo posto è venuto Bruco.

Avrei docuto fare la brava donna in carriera, come qualcuno recentemente mi ha definita, e approfitarne per fare un po' di Public Relation, ma non mi andava per nulla e ho pensato soprattutto a mangiare: i piatti erano quasi tutti buoni, tranne i dolci sinceramente, peccato solo che essendo una delle serate più fredde degli ultimi tempi, ed essendo la cena in terrazzza, anche se nella "serra" chiusa, i piatti del buffet diventassero subito freddi:

magnifici i tortellini in brodo di Amerigo (io di solito odio i tortelli in brodo!), buone le orecchiette con salsa di pomodoro e purea di fave secche e funghi cardoncelli di U.P.E.P.I.D.D.E., tranne che i funghi non avevano alcun sapore...
Molto buoni gli ziti con salsicce e verdura della Caveja, se mangiati caldi.
Ottima la pecora in brodo (non ricordo più le paternità dei piatti), e strepitoso il guanciale con salsa verde e giardiniera nostrana dell'Osteria La Villetta.
Trascurabili il castagnaccio, la zuppa inglese dell'Osteria al Gambero Rosso (niente a che vedere con la guida) e il tiramisù, che andava accompagnato da una salsa di cachi e castagne con uvette e pinoli francamente disgustosa.
Si beveva bene, volendo, ma io mi sono limitata ad uno Chardonnay del Friuli.

Dopo la cena, giusto una veloce passata alla Barrique a salutare il Grande Master, che ci offre una magnum di Franciacorta che naturalmente verrà a casa con me, vuota, ad allargare la mia collezione..

Mi ha fatto piacere conoscere o salutare dei simpatici forumisti, come sgnucco, piermiga e antonella e Aruam, che vedevo per la prima volta.







postato da elianto alle ore 14:47 | permalink | commenti (6)

domenica, 14 novembre 2004
 

Sabato, dopo servizi vari e l'estenuante ricerca della Tazzina Perfetta da regalare a Federilli&Robster, appuntamento a Campo de' Fiori (che bello al mattino, con il mercato!) con gli Zii e amici vari, per un pranzo al Pagliaccio, il mio ristorante preferito...entro le mura!

Per fortuna, agli zii e agli amici gourmet, reduci da una indimenticabile cena alla Pergola dell'Hilton, il posto e' piaciuto parecchio!!
Avevo prenotato per le 14, ma alla fine arriviamo in anticipo, con sollievo dello staff ... non sapevano che non ci saremmo schiodati dal tavolo prima delle cinque ! (a dire il vero, anche un po' a causa dei ritardi della cucina).
Il pranzo inizia con il cestino del pane da cui scegliere tra grissini, schiacciata al rosmarino, focaccina, pane integrale e bianco.

Il benvenuto dello chef e' un assaggio di bianchetti con julienne di patate fritte e lemon zest su una salsa ai carciofi. Molto buono, intrigante il sapore del limone, quasi "a sorpresa" dato che alla vista si confondeva con le patate..ma non mi ha pienamente convinta l'abbinamento con la salsa di carciofi, pur molto buona (anche se un tantino fuori stagione...)

Proseguiamo, come da tradizione familiare, con ordinazioni "dissociate": alcuni di noi optano per l'entree:
dovendo rinunciare ai piatti con il baccala', purtroppo terminato, io scelgo i gamberoni in tempura su composta di pompelmo e terrina fredda di patate e testina di vitello, con insalatina: ottimi, come sempre, i gamberoni, e particolarmente azzeccato l'abbinamento con la composta, in cui l'agro del pompelmo esaltava la dolcezza del gambero ma senza aggredirlo in quanto smorzata dalla preparazione "dolce". Buona la terrina, anche se in confronto ai gamberoni "spariva". Forse se non ci fosse stata del tutto non se ne sarebbe sentita la mancanza, a mio parere, sarebbe bastato qualcosa a base di patate per completare il piatto.

Mio zio ha ordinato il bocconcino di coda di rospo su purea di patate e spiedino d'anguilla (che pero' non era anguilla, sostituita con un altro pesce) con olive. Non l'ho assaggiato, ma a lui e' piaciuto tantissimo e tutti (ebbene si, abbiamo la pessima abitudine di far compiere ai piatti viaggi kilometrici lungo tutto il tavolo ;-) )sono stati concordi nel dire che era un piatto eccezionale.

Una commensale ha invece preferito mangiare subito il primo (mi sembra una pasta con rognone o animelle, che pero' non ricordo).

Successivamente, arrivano in tavola un piatto "comunitario" (siamo curiosi e golosi, noi!!) : i paccheri di Gragnano farciti con ricotta e biete, con sugo di coda di bue e polpettine di maiale. Un piatto "rustico", in tutti i sensi, che non mi sarei aspettata da Genovese, ma molto buono: il sugo di coda era di fattura volutamente "grezza" (perdonatemi l'espressione poco gourmet), con pezzi abbastanza grossi di carne e cipolla, molto saporita, e a tutti noi, partenopei DOC, ha ricordato la genovese (che buona!!!) Molto buone, pare, anche le polpettine di maiale che io non ho assaggiato... dedicandomi alla scarpetta!

Arrivano poi i secondi per i miei commensali(a quel punto erano gia' circa le tre...): Il Vitello , per 4 (il piatto era da due porzioni, obbligatoriamente) e Il Maiale, per mio zio. Tre tipi di preparazioni diverse per ognuna delle due tipologie di carne. Il maiale era accompagnato da tempura di ceci e una salsa di castagne, il vitello purtroppo non ricordo, non avendo assaggiato nessuno dei due piatti (maledetta dieta!!), ma tutti hanno trovato il vitello davvero fantastico, attribuendogli il titolo di MigliorPiatto del Pranzo.

Un assaggio di formaggi con annesso "teatrino" di mio zio con il gentile e paziente cameriere anch'esso campano, e poi si passa ai dessert. E quando si parla di dessert a Pagliaccio, non si scherza!

Io scelgo il clafoutis di pere con gelato al pan di spezie e croccante (lo so, avevo promesso niente dolci, ma come si fa..): davvero ottimo, delicatissimo, leggero e saporito. Perfetta la consistenza del clafoutis (non eccessivamente dolce) saporite e cotte al punto giusto le pere, buonissimo il croccante e stupendo il gelato, speziato al punto giusto e anch'esso non eccessivamente dolce. Insomma un perfetto equilibrio degli ingredienti in un dessert che poteva essere ad alto rischio "stucchevolezza".

Qualcuno ordina invece il semifreddo di castagne con crema di nocciola e salsa di cachi. Unico appunto, il semifreddo di castagne era all'interno di un piccolo cannolo... insomma alla fine il dolce era la crema di nocciole... sono stata a lungo in dubbio su quale dolce ordinare, perche' adoro le castagne...se avessi scelto quello, probabilmente ci sarei rimasta un po' male (ma poco, tanto adoro anche le nocciole!!)...

insieme beviamo un Martingana di Salvatore Murana gentilmente offertoci da...
be', a a questo punto va svelata una cosa: mentre ci eravamo da poco accomodati al tavoo nella saletta piu' interna, si e' seduto al tavolo accanto al nostro niente di meno che il Direttore, quello con la barba e gli occhiali...
Dopo un cortese cenno di saluto, ho capito che avrei fatto meglio a cercare di scomparire o camuffarmi per non essere riconosciuta... i miei compagni, avendolo riconosciuto come personaggio televisivo, sono entrati in fibrillazione... e poiche' mio zio in queste situazioni, con un po' di ottimo vino (Teroldego Foradori) e di ottimo cibo, e' difficile tenerlo, e' finita che siamo restati a tavola fino all'ora del te', sbocconcellando la buonissima piccola pasticceria e conversando amabilmente da un tavolo all'altro di ristoranti, cibo, vino, sociologia e barzellette "grossier", con tanto di gaffe sugli Svizzeri (indovinate un po', l'accompagnatore del Direttore era svizzero...).
Insomma, mai fatte tante risate al pagliaccio!!!
















postato da elianto alle ore 16:56 | permalink | commenti (8)
 
Grazie alle mie recenti e ripetute frequentazioni delle cucine di ristoranti (uno a caso) e chef (idem), ho imparato alcune utili cose.
Dopo aver imparato, ad esempio, la settimana scorsa, come NON si fanno i grissini e a verificare se il pane che sto tagliando sia quello sciapo o meno, ieri ho appreso le seguenti, fondamentali nozioni:

1) Se si distrae lo chef mentre cucina, c'e' il serio rischio che le padelle si brucino davvero
2) come sformare i minicannolini della piccola pasticceria senza romperli (c'e' il trucco!!) e come preparare la linea della piccola pasticceria
3) come assemblare il piattino della piccola pasticceria
4) a fare le
scorzette candite di pompelmo o arancio!!!
quindi, preparatevi, perche' alle prossime cene mettero' in pratica :-)






postato da elianto alle ore 16:10 | permalink | commenti (7)

venerdì, 12 novembre 2004
 

Cosa succede quando si chiede ad uno chef di cucinare qualcosa di salutare e non caloricamente impegnativo?

Probabilmente, lo chef vi guarderà con aria di disprezzo, offesa o al limite malcelata compassione... a meno che lo chef in questione non sia adorabile e vi voglia molto bene

E così, martedì, dopo una passeggiata alla ricerca delle tazzine e un aperitivo con Franciacorta Gatti Saten da Roscioli (ok, questo nella dieta non c'era, ma ogni tanto ci si deve pur voler bene ) abbiamo raggiunto a casa MartaSuiCubi e lo Chef si è adoperato per preparare un buonissimo CusCuSalutare con pomodorini trans, zucchine, olio umbro e feta che fetava, accompagnato dal pane di Genzano. Da bere, solo purissima acqua naturale, e come premio allo Chef, un sorso di Calvados solo per lui...
o quasi
!


postato da elianto alle ore 13:56 | permalink | commenti (9)

venerdì, 05 novembre 2004
 
Ieri la potente e temuta Lobby (quale lobby?)romana si e' riunita - quasi - al completo, alla corte dell'Imperatore, a Zagarolo.
Mancavano all'appello Gabriele - c'ho il lievito che cresce - Fermenti, e il famoso Gml "il sola" , oltre a buona parte dell'eminenza grigia del forum, vale a dire mogli e compagne.
Ma non per questo gli intrepidi lobbisty si sono demoralizzati.
Ecco il menu di una cena iniziata verso le 21,00 e terminata alle 4 di notte (notte??) , dopo abbondanti rimpiattamenti dal carrello dei formaggi, vari assaggi di Solaria Ionica del 59 e di Franciacorta (Ca'del Bosco, la seconda boccia gentilmente offerto dallo chef) nonche' un indecoroso assaggio di garganelli al bambu' al cacio e pepe, serviti a grande richiesta alle tre di notte:

Vichissoise di porri e patate, giuncatina vaccina sotto il petto della quaglia e coscetta confit
(Champagne Bollinger)
***
Scaloppa essenziale di foie gras aceto balsamico 12 anni, mela Granny Smith e cristalli di sale del Galles
(Pinot Grigio - o bianco??- Doro Princic)

***
Polpetta croccante di coda di bue alla vaccinara nella salsa e una julienne di sedano allo Xeres

***
Accenno di coratella giusto per rimanere con la voglia
(sempre con l'ottimo Doro Princic)
***
I tortelli dello scarpariello pomodoro fresco basilico e caciocavallo
(qui parte un ottimo e strutturato Soave del Pra)
***
Tordo matto zagarolese e cipolla rossa d'Alatri fondente
(fatta cuocere a fuoco lento per otto ore e mezza, per un risultato da urlo, abbinata ad un ottimo merlot di cui non ricordo il nome)
***
Petto d'oca glassato al miele, broccoletti e salsa speziata all'anice stellato

***
piccola pasticceria: scorze di pompelmo rosa confit, madeleinettes, biscottini alle noci, cannolini alla crema

***
tortina semifredda al cioccolato e caffe', con Porto Quinta do Noval

***

Frittella di banana e cioccolato bianco in salsa al 70%



































postato da elianto alle ore 23:01 | permalink | commenti (17)